UN VISITATORE DELLA MOSTRA FOTOGRAFICA E DOCUMENTARIA 2001, IL PROF. UMBERTO RUSSO, HA VOLUTO FARCI OMAGGIO DEL SUO RESOCONTO SU QUEL MATTINO TRASCORSO INSIEME. 
 
Un cortese invito di Plinio Pelagatti mi ha consentito di fare un'esperienza 
interessante e costruttiva, sia con la visita alla Mostra documentaria allestita negli ambienti della Scuola Media "E.Fermi" di Pescara, sia con la partecipazione alla tavola rotonda svoltasi nella stessa sede sabato 30 giugno 2001. 
 
La Mostra, ispirata alla volontà di recuperare attraverso un'ampia e varia documentazione fotografica d'epoca la memoria della zona che ospita la Scuola (Villa del Fuoco) e di altre zone della Città e della Provincia di Pescara, mi è apparsa frutto di un grande impegno educativo cui hanno attivamente concorso tanto i docenti quanto gli alunni, con il coinvolgimento delle famiglie: la stessa abbondanza dei materiali esposti, corredati da chiare didascalie, è testimonianza di un interesse conoscitivo di base che ha determinato una complessa opera di raccolta, selezione e interpretazione dei documenti visivi. 
 
Non c'è dubbio che l'insieme della Mostra, per il suo valore documentario e per il significato pedagogico che riveste, meriti di essere conservato per ulteriori approcci di conoscenza e lettura critica dei suoi contenuti. La tavola rotonda seguita alla visione della Mostra, con l'intervento dell'Assessore Provinciale 
Massimo Sfamurri e la conduzione del moderatore Plinio Pelagatti, meriterebbe piuttosto la definizione di "Forum", dal momento che vi si sono confrontati, senza la presenza di pubblico, esponenti delle varie componenti, interessate alle tematiche dell'educazione giovanile e della promozione della cultura. Ognuno di essi ha contribuito con osservazioni, riflessioni, proposte costruttive all'approfondimento delle questioni trattate: l'obbiettività, la serenità, l'equilibrio del dibattito hanno fatto da garanzia reale per la sua buona riuscita. Non, c'è che da augurarsi un esito altrettanto positivo delle conclusioni raggiunte. 
 
Il "forum" ha preso avvio e si è concluso con la dizione di poesie in dialetto (pure esposte nella Mostra) da parte dell'autore Bruno Valloreia: nel rievocare le tradizioni della gente abruzzese e nel descrivere le attrattive del paesaggio locale, questi interventi hanno inteso sottolineare simbolicamente il rapporto biunivoco tra le istituzioni scolastiche e l'ambiente sociale, tra l'opera educativa della scuola e la creatività individuale. Dal Dott. Giovanni Ciríllo, "storico" della Villa del Fuoco, è stata messa in luce la complessa ricchezza delle memorie Locali anche il rapporto all'estensione dell'area che un tempo era così denominata; il suo lavoro di scavo nel passato perciò continua e può offrire molti spunti all'attività educativa. Di questa ha parlato con specifica competenza il Prof. Giampietro D'Onofrio, riferendo sulle sue personali esperienze didattiche e indicando gli obiettivi che l'insegnante deve prefiggersi quando entra nel campo della storia locale. Se è vero che questa non può prescindere dalla storia generale, tuttavia risulta più suscettibile di motivi d'interesse, trattando oggetti e tematiche familiari agli allievi, sicché può costituire un prezioso avvio agli studi storici complessi. 
 
Dalla Dottoressa Paola Di Tommaso è venuto un utile contributo in merito alla funzione degli Archivi di Stato e alle ricerche che vi si svolgono, accessibili e praticabili anche dai giovanissimi. Il materiale raccolto nella Mostra è molto interessante, degno di essere riprodotto in volume iconografico che potrebbe conservarne le immagini per i futuri studiosi. Il Prof. Nazareno Guarnieri, Presidente dell'opera Nomadi di Pescara, ha portato la viva testimonianza della sua esperienza di volontariato teso ad integrare in modo pieno ed efficace nella comunità locale i molti nuclei rom presenti in città. 
 
Purtoppo all'impegno e al sacrificio personale dei volontari non sempre corrispondono adeguati interventi di sostegno da parte di enti e autorità, ma ciò non li dissuade dal continuare nel loro lavoro. Della produzione di un cd su Villa dei Fuoco ha informato il signor Ulisse Pítucci, che ne ha illustrato le caratteristiche e le applicazioni ai fini di una migliore divulgazione degli aspetti peculiari della zona. A sua volta, l'assessore Sfamurri ha citato le iniziative e le provvidenze varate dall'Amministrazione Provinciale di Pescara per favorire la promozione culturale soprattutto dei ceti più deboli ed emarginati, impegnandosi ad individuare, insieme con gli altri enti, le realtà associative disponibili le soluzioni migliori per i singoli problemi del settore. 
 
A questo punto a me non restava che tirare le somme di un dibattito così ricco di motivi, indicando i punti principali che ne erano emersi: 
1) l'opportunità, anzi l'esigenza di conservare in un corpo unico tutto il materiale raccolto nella mostra, in modo da garantirne l'integrità e di fruibilità anche in avvenire. Oltre alla pubblicazione del catalogo è stato suggerito il deposito del materiale presso un'associazione culturale di quartiere o, preferibilmente, in sede istituzionale addetta alla conservazione documentaria (l'Archivio di Stato e la Biblioteca Provinciale), che possa dare pieno affidamento sulla sua effettiva sussistenza; 
2) l'utilità del volontariato, come tessuto connettivo delle comunità che si fa 
carico di risolvere in autonomia operativa i problemi sociali, dell'educazione, 
della crescita culturale ed etica della gente, e l'attenzione che gli enti 
istituzionali debbono riservare a questo tipo di attività per sostenerla e 
svilupparla; 
3) la necessità di operare selettivamente nel campo delle iniziative proposte dal volontanato degli enti pubblici in modo che siano accolte e supportate quelle che offrano una reale garanzia di efficacia nell'ambito sociale e di assoluto disinteresse economico da parte dei proponenti; 
4) l'attuazione di interventi incisivi nelle zone periferiche della Città, per renderle più vivibili sotto diversi punti di vista (raccordo e integrazione con i quartieri centrali, assetto viario ed edilizio, incremento economico, sicurezza sociale, attrezzature sportive e ricreative ecc.) e per offrire alle generazioni più giovani la possibilità di sviluppare pienamente le proprie capacità in un ambiente sano ed accogliente; 
5) la valorizzazione del ruolo della Scuola, non solo come luogo specificamente 
deputato alle attività educative, ma anche come punto fondamentale di 
riferimento per l'opera di promozione culturale e sociale da svolgersi 
nell'ambito delle comunità locali. 
 
Umberto Russo